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Le determinanti della competitività economica: Italia e USA a confronto


di Alba Di Rosa, economista
24 Aprile 2019 - Internazionalizzazione
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Quali sono le determinanti della competitività di un’economia? Una risposta è quella fornita dal Global Competitiveness Report, pubblicazione annuale del World Economic Forum che misura la competitività delle economie mondiali attraverso i fattori che ne determinano il grado di produttività: è infatti la produttività l’elemento chiave per la crescita economica e dei redditi nel lungo periodo.
La misura chiave è l’Indice di Competitività Globale, che nell’edizione 2018 è stata rinnovata per tenere conto di fattori che diventeranno sempre più importanti nel contesto della Quarta Rivoluzione Industriale (4IR): il ruolo di primo piano del capitale umano nel generare prosperità economica, l’importanza di creare un ecosistema dell’innovazione, la resilienza nel rispondere agli shock esterni e l’agilità, ovvero l’abilità di adattarsi velocemente al cambiamento piuttosto che opporsi ad esso.
Sulla base dei nuovi criteri adottati, gli Stati Uniti risultano l’economia più competitiva al mondo, nonostante siano anche per loro presenti spazi di miglioramento. Confrontando il caso degli Stati Uniti con quello dell’Italia, che presenta un punteggio più elevato degli USA soltanto nell’ambito della salute, si analizzano quindi le variabili chiave nel determinare la competitività di un’economia: queste spaziano dall’efficienza del mercato dei beni e del lavoro alla stabilità macroeconomica, passando la dotazione infrastrutturale, la qualità istituzionale e delle risorse umane.


La competitività di un’economia è un concetto multidimensionale che presenta numerose definizioni. Una delle più quotate è quella del World Economic Forum, che definisce la competitività come quell’insieme di istituzioni, politiche pubbliche e fattori che determinano il livello di produttività di un paese: è infatti la produttività l’elemento chiave per la crescita economica e dei redditi nel lungo periodo.
Una delle pubblicazioni più rilevanti sul tema della competitività è il Global Competitiveness Report, redatto annualmente del World Economic Forum, con l’obiettivo di misurare la competitività delle economie mondiali attraverso i fattori che ne determinano il grado di produttività.


La quarta rivoluzione industriale


La maggiore innovazione introdotta nell’edizione 2018 del Global Competitiveness Report è stata l’“evoluzione” dell’Indice di Competitività Globale, la principale misura contenuta del report, per tenere conto di fattori che diventeranno sempre più importanti nel contesto della Quarta Rivoluzione Industriale (4IR); questa evoluzione ha portato alla formulazione di un Indice di Competitività Globale 4.0.
Ma cosa si intende per Quarta Rivoluzione Industriale? Se la prima rivoluzione industriale ha portato con sé la meccanizzazione della produzione grazie all’utilizzo della forza dell’acqua e del vapore, mentre la seconda ha sfruttato l’energia elettrica per la produzione di massa, la terza rivoluzione industriale è stata guidata dall’elettronica e dalla tecnologia dell’informazione, che hanno automatizzato la produzione; prendendo le mosse dalla terza, la quarta rivoluzione industriale sta portando verso una rivoluzione digitale.

In questo contesto, i fattori aggiuntivi di cui bisogna tenere conto per misurare la competitività sono, secondo il World Economic Forum:

  • il ruolo di primo piano del capitale umano nel generare prosperità economica;
  • l’importanza di creare un ecosistema dell’innovazione;
  • la resilienza nel rispondere agli shock esterni;
  • l’agilità, ovvero l’abilità di adattarsi velocemente al cambiamento piuttosto che opporsi ad esso.

Ranking 2018: i paesi best performer


Il grafico che segue mostra le 10 economie più competitive nel 2018, sulla base del punteggio ottenuto nell’Indice di Competitività 4.0. Come si può notare, gli Stati Uniti sono risultati l’economia più competitiva al mondo, seguiti a breve distanza da Singapore.

L’Italia non è presente nel grafico, collocandosi in 31esima posizione con un punteggio pari a 70/100.
L’indice sintetico risulta dalla combinazione dei punteggi ottenuti in diverse aree, considerate dimensioni della competitività. Tra queste, l’area della competitività per la quale il nostro paese presenta il punteggio più elevato è la salute (99/100), a pari merito con Svizzera e Francia; soltanto Giappone, Singapore, Spagna e Hong Kong presentano un punteggio più elevato. Gli ambiti in cui l’Italia presenta i punteggi più bassi sono invece la qualità delle istituzioni e l’efficienza del mercato del lavoro (meno di 60/100); punteggi inferiori a 70 anche nelle seguenti aree: efficienza del mercato dei beni e dei servizi, dinamismo dell’ambiente di business, sviluppo dei mercati finanziari, adozione delle tecnologie ICT e capacità di innovazione. L’Italia raggiunge invece punteggi soddisfacenti (superiori a 70) per le aree dimensione del mercato, dotazione infrastrutturale e stabilità macroeconomica.


Il confronto: Italia versus USA


Il grafico che segue mette a confronto il caso italiano con quello del best performer 2018, gli Stati Uniti.

Come si può notare, le maggiori discrepanze tra Italia e USA emergono a livello di sviluppo dei mercati finanziari, efficienza del mercato del lavoro, dinamismo dell’ambiente di business e capacità di produrre innovazione. Queste aree della competitività costituiscono quindi i principali punti critici su cui porre attenzione nella formulazione di politiche volte a incentivare la competitività del sistema Italia nello scenario globale.


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