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Mercati esteri: il successo delle regioni italiane


di Annalisa Vignoli, data journalist
04 Aprile 2018
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Ad eccezione di tre territori - Basilicata, Molise e Marche -, tutte le regioni italiane nel 2017 hanno registrato tassi di crescita significativi. In particolare, il Nord procede compatto con tassi di crescita delle esportazioni comprese tra il 5 e il 10%. Il Centro si distribuisce tra il minimo delle Marche e il massimo del Lazio. Il Sud, invece, continua ad essere l'area meno dinamica del paese, ad eccezione della Calabria che mostra segni di accelerazione che potrebbero suggerire un cambiamento strutturale in atto.


Il 2017 si è chiuso in positivo, con tassi di crescita significativi, per tutte le regioni italiane ad accezione di tre casi: Basilicata, Molise e, in minor misura, Marche. Dopo un incremento eccezionale nel 2016, le esportazioni lucane di automobili hanno accusato una flessione di quasi il 20%. In Molise, invece, l'elemento di maggiore difficoltà è stato il crollo delle esportazione di tubi in acciaio dalla provincia di Campobasso. Infine, le esportazioni marchigiane hanno subito un calo del 20% causato dall'accentuazione della crisi dell'elettrodomestico nel distretto di Fabriano.


Tasso di variazione delle esportazioni per regione nel 2017 verso il 2016

Nel resto di Italia, in ben sette regioni le esportazioni hanno registrato aumenti a due cifre. Quattro regioni hanno beneficiato dell'aumento del prezzo delle materie prime. In particolare Friuli-Venezia Giulia e Valle d'Aosta hanno beneficiato dell'aumento del prezzo dell'acciaio; Sicilia e Sardegna hanno beneficiato dell'aumento del prezzo del petrolio. Lazio e Abruzzo hanno aumentato le loro esportazioni grazie alla forte crescita dell'export di farmaci della province di Latina e Teramo, confermando il ruolo da protagonista che l'Italia sta giocando nel commercio mondiale di farmaci. Infine, la Calabria, trainata dalla provincia di Reggio Calabria, dove il successo delle esportazioni trova sostegno sia nell'industria tradizionale dell'agroalimentare, sia nella nuova industria dei Treni e Materiale Ferro-Rotabile.

Emilia Romagna, terza regione italiana per valore dell'export


L'export è da sempre il motore dell’economia dell’Emilia-Romagna. Nel 2017 le esportazioni regionali hanno raggiunto i 60 miliardi di euro, con un aumento del 6.7%; grazie anche ad una accelerazione nel quarto trimestre (+8.5%) delle vendite all’estero della regione, risultate pari a 15.7 miliardi di euro.

L’Emilia-Romagna si conferma, quindi, come la terza regione per quota dell’export nazionale (13.4%), preceduta dalla Lombardia (26.9%) e dal Veneto (13.7%) e seguita dal Piemonte (10.7%).


I comparti trainanti l'Emilia Romagna nel 2017

L’effetto è da attribuire principalmente al comparto della Metalmeccanica che ha realizzato il 55% delle esportazioni regionali, con un aumento nell'ultimo anno pari al +8.1%.


Con riferimento alle destinazioni, il risultato regionale è stato determinato dalla buona crescita sui mercati dell'Euro, in particolare in Francia (+9.2%) e Germania (+6%) e soprattutto sugli altri mercati europei, con una crescita delle esportazioni a due cifre per Svezia, Repubblica Ceca, Polonia e Russia. Un buon apporto è derivato anche dalle vendite verso l'America, in particolare gli Stati Uniti (+6.3%) e da quelle verso l’Asia, Cina (+20.1%) in primis.


I mercati trainanti l'Emilia Romagna nel 2017


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