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La crescita dell’export di vino italiano nel 2018 è guidata dal Prosecco

Sempre più rapida la crescita del Prosecco, che si avvicina a tagliare il traguardo del miliardo di euro di esportazioni


di Giulio Grisanti, economista
26 Febbraio 2019 - Agroalimentare
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Nel 2018 la crescita delle esportazioni di vini italiani è stata guidata da un incremento sostanziale rispetto all’anno precedente delle esportazioni di vini spumanti (+150 milioni di euro), Prosecco D.O.P. in primis (+140 milioni di euro). La performance positiva degli spumanti italiani ha permesso un recupero contro lo Champagne, riducendo il divario contro il concorrente francese fino al valore di 1.5 miliardi di euro. I vini fermi italiani nelle varietà rosso e bianco perdono invece terreno contro i concorrenti d’oltralpe.
Il recente accordo di partenariato che l’Unione Europea ha stipulato con il Giappone, grazie all’abbattimento dei dazi doganali ed al riconoscimento di alcune Indicazioni Geografiche, rende il paese asiatico un mercato con una crescita promettente nel futuro, specialmente per i vini fermi. In terra nipponica il Bel Paese è infatti al secondo posto tra i paesi esportatori di vini non spumanti bianchi e rossi. Nel paese del Sol Levante, la competizione è aperta contro i vini fermi cileni.


Il valore totale delle esportazioni di vino italiano nel 2018 è cresciuto di 208 milioni di euro rispetto all’anno precedente, trainato principalmente da una forte crescita dei vini spumanti (aumentati di 170 milioni). Quest’ultima tipologia di vino, infatti, ha recuperato parte del divario verso lo champagne francese, che si è ulteriormente ridotto fino a 1.5 miliardi di euro.
Le esportazioni in valore dei vini spumanti sono cresciute sia nel segmento D.O.P. (+13%) che in quello non tutelato da Indicazione Geografica (+18%). Viceversa, hanno subito un calo le esportazioni di vini spumanti I.G.P. (-6%). Tra i vini spumanti D.O.P., da segnalare le esportazioni di Prosecco, che sono cresciute di 140 milioni (+18% rispetto ai valori del 2017), avvicinandosi al livello massimo di 1 miliardo di euro, e di Asti Spumante, anch’esso aumentato del 17%, ma da livelli molto più bassi.

I vini bianchi italiani, invece, rimasti stabili sui valori del 2017, perdono terreno nel testa a testa contro i vini bianchi francesi, aumentati, anche se pur di poco. Hanno inoltre subito un forte cambiamento nella composizione delle quote, dovute ad uno significativo spostamento tra i vini I.G.P., crollati del 36%, verso i vini D.O.P, aumentati del 37%. I vini bianchi non tutelati da Indicazione Geografica hanno registrato una variazione positiva (+15%), ma il valore delle loro esportazioni è veramente esiguo, non arrivando a 1 milione di euro.
Un ulteriore segnale di difficoltà dei vini bianchi è il sorpasso subito dai vini spumanti, fenomeno già presente due anni fa, ma consolidato lo scorso anno. Se infatti, nel 2017, si esportavano spumanti per 50 milioni di euro in più rispetto ai vini bianchi, il divario è aumentato fino a superare quota 200 milioni di euro nel 2018.

I vini rossi italiani, infine, non hanno visto particolari cambiamenti né a livello di valore né a livello di composizione, a parte un leggero aumento per i vini non tutelati da Indicazione Geografica, le cui esportazioni in valore sono cresciute dell’8%. È aumentato il disavanzo tra i rossi italiani ed i corrispettivi francesi, questi ultimi presentando 2 miliardi di esportazioni a valore in più.


Principali mercati degli spumanti


Il Regno Unito si riconferma il più importante importatore di vini spumanti italiani, a cui seguono USA, Svizzera e Germania. Anche il Canada è tra i principali mercati, con una crescita esponenziale negli ultimi tre anni. Nel 2018 è entrato in vigore, in modo provvisorio, un accordo di partenariato tra UE e Canada (CETA) che, se confermato, potrà sostenere la crescita delle esportazioni UE, favorendo anche le esportazioni di vino spumante italiano.
L’UE ha recentemente siglato un accordo di partenariato anche con il Giappone (JEFTA). Questo accordo prevede un azzeramento delle tariffe sul vino, dal 15% precedente, e il riconoscimento di molte Indicazione Geografica europee, tra le quali Prosecco, Franciacorta, Chianti e Montepulciano d’Abruzzo.


La Francia presidia il mercato giapponese di fascia alta

Tra i principali paesi che esportano vini spumanti in terra nipponica troviamo la Francia, per un totale di circa 380 milioni di euro, sia direttamente (170 milioni) che indirettamente, tramite Singapore. Questo “transito” per Singapore trovava la sua giustificazione nella presenza di accordi di libero scambio sia tra Europa e Singapore che tra Singapore e Giappone.
Nel 2018 Singapore ha importato vini spumanti per un valore totale di 320 milioni di euro, di cui 310 di provenienza francese, ed esportato vino spumante verso il Giappone per un valore di 210 milioni di euro. L’abbattimento delle tariffe pagate sulle importazione giapponesi dalla UE rende ora meno conveniente il transito per Singapore. Ci si aspetta quindi una graduale riduzione delle esportazioni di vini spumanti da Singapore ed un contemporaneo incremento da parte della Francia.
Sul mercato nipponico di vini spumanti, l’Italia si colloca in terza posizione con un valore esportato di 30 milioni di euro, di cui il Prosecco D.O.P. rappresenta solo il 10% del valore. Gli spazi per un aumento delle nostre esportazioni sono quindi notevoli.


Vini fermi: gara tra Cile e Italia sul mercato giapponese


L’Italia presenta un buon posizionamento sul mercato giapponese nei vini imbottigliati fermi di fascia di prezzo media e medio-alta, dove la competizione è con i vini cileni, che beneficiano già da anni di tariffe nulle.
Dal grafico possiamo confrontare l’andamento delle esportazioni di vini fermi italiani e cileni, e si nota come le esportazioni dei due paesi abbiano avuto un andamento simile fino al 2007, anno di entrata in vigore dell’accordo di libero scambio tra il paese sudamericano ed il Giappone. Da questo anno in poi, le esportazioni di vino cileno hanno assistito ad incrementi maggiori di quelli dei vini italiani, culminati nel “sorpasso” dei vini italiani nel 2014.


Il 2017 e 2018 hanno registrato il riscatto dei vini fermi italiani. Nei prossimi anni i vini italiani potranno competere ad armi pari con i vini cileni. È molto probabile che in questa situazione il “riscatto” degli ultimi anni possa trovare conferma e consolidamento anche nel prossimo futuro, rendendo il Gippone uno tra i principali mercati di esportazione del vino italiano.


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