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La mappa mondiale degli investimenti industriali

L’Asia si prepara ad affrontare la ripresa post-Covid ancora più competitiva


di Luigi Bidoia, economista industriale
13 Novembre 2020 - Domanda mondiale
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Con un crollo dei livelli di attività e reddito disponibile mondiale prossimo al 5%, il 2020 sta volgendo al termine caratterizzandosi come peggiore anno dal dopoguerra ad oggi, dal punto di vista delle performance delle economie. In presenza di un tale disastro economico ci si poteva aspettare che il peggioramento degli animal spirits portasse le imprese a bloccare gli investimenti, in attesa di tempi meno rischiosi. È quanto avvenuto, ad esempio, nella Grande Recessione del 2009, quando gli investimenti delle imprese nel mondo crollarono del 16% e gli scambi mondiali di attrezzature, macchinari e beni per impianti del 18%. In questa crisi, invece, pur essendo molto più forte la riduzione del prodotto interno lordo rispetto al 2009, la riduzione degli investimenti delle imprese sembra essere stata relativamente contenuta, con una caduta degli scambi mondiali dei beni destinati agli investimenti industriali inferiore alle due cifre.
L’attuale crisi economica non si caratterizza, infatti, per una crisi generalizzata di fiducia; la sua origine è l’emergenza sanitaria da Covid-19.
Nel 2020, in tutti i paesi le importazioni di beni destinati agli investimenti industriali hanno registrato una flessione minore rispetto a quanto avvenuto nel 2009, con esclusione dell’India. Mediamente l’area asiatica registra tassi contenuti di riduzione degli investimenti, se non addirittura aumenti, come nei casi di Taiwan e Vietnam. Tra le economie che accusano le maggiori flessioni negli investimenti figurano i paesi europei maggiormente colpiti dall’epidemia (Italia, Spagna, Francia e Regno Unito). Anche in America Latina i paesi più colpiti dalla pandemia accusano le riduzioni maggiori, con crolli degli investimenti a due cifre in Brasile e Messico. Tra le maggiori economie mondiali, da segnalare la riduzione relativamente contenuta, prossima al 10%, per Stati Uniti e Germania,


Le informazioni sulle politiche di investimento effettuate dalle imprese nel mondo sono tra le più difficile da raccogliere, data l’eterogeneità dei beni coinvolti e le diverse motivazioni che possono determinare le scelte impenditoriali. In una fase di profonda crisi economica come quella attuale, queste informazioni risultano cruciali per valutare la velocità di recupero economico del prossimo futuro. Se, infatti, il doppio shock di domanda e offerta indotto dalle restrizioni alle attività economiche nella maggior parte dei paesi del mondo ha generato un’ampia sfiducia sulle prospettive di crescita e reddito delle imprese, allora la prossima ripresa risulterà contenuta, basata quasi esclusivamente sulla maggiore spesa pubblica; se viceversa, le aspettative di crescita e redditività nella fase post-Covid sono state solo leggermente riviste, la fase di ripresa, una volta superata l’emergenza sanitaria, potrebbe risultare intensa, sostenuta non solo dalla maggior spesa pubblica, ma anche da politiche di investimento più aggressive.
Un modo indiretto per misurare le politiche di investimento delle imprese nei diversi paesi è quello di considerare le importazioni di attrezzature, macchinari e beni per impianti. Le loro variazioni in aumento o diminuzione riflettono con una buona approssimazione la dinamica della domanda interna dei corrispondenti beni, fornendo un’informazione robusta sulla politiche di investimento delle imprese.


Investimenti in macchinari e impianti per paese


Nella mappa che segue sono posizionati i principali paesi del mondo, sulla base della dinamica registrata dalle importazioni di attrezzature, macchinari e impianti in dollari correnti, nel 2019 e nei primi nove mesi del 2020. Nel grafico è tracciata anche la bisettrice (linea gialla): i paesi che si posizionano sopra (sotto) la bisettrice sono i paesi che stanno registrando nel 2020 tassi di variazioni delle importazioni migliori (peggiori) di quelli del 2019.


Importazioni di attrezzature, macchinari e impianti

Posizionandosi con il mouse sul cerchio che identifica il paese è possibile visualizzare una tabella che riassume i dati relativi al paese selezionato.

Dall’analisi della mappa emergono i seguenti elementi.


Asia

I paesi asiatici sono quasi tutti posizionati vicino alla bisettrice, segno che l’emergenza sanitaria non ha portato a significative modifiche delle politiche di investimento in macchinari e impianti. Due paesi asiatici (Vietnam e Taiwan) risultano in territorio positivo tanto nel 2019 che nei primi nove mesi del 2020, a conferma delle prosecuzione di queste due economie su un sentiero di significativo sviluppo. Cina, Corea del Sud, Singapore, Malesia e Thailandia accusano delle riduzioni limitate nelle importazioni di attrezzature, macchinari e impianti, segnalando gli effetti relativamente contenuti dell’emergenza sanitaria in tutto il Far East. Giappone e India sono le economie asiatiche in cui gli animal spirits risultano invece maggiormente colpiti da questa crisi sanitario-economica.


Europa e America

In Europa, i paesi che maggiormente sono stati colpiti dalla prima ondata di Covid-19 accusano nei primi nove mesi dell’anno le cadute degli investimenti maggiori: si tratta di Gran Bretagna, Francia, Italia e Spagna. Le importazioni di beni per gli investimenti in macchinari e attrezzature in Germania contengono invece la caduta nei primi nove mesi del 2020 al di sotto del 10%.
Nella media dell’Unione Europea, i dati raccolti dal lato delle importazioni sembrano indicare una riduzione degli investimenti da parte delle imprese, per gli effetti della prima ondata di contagi, meno drammatica di quanto accaduto nella Grande Recessione del 2009. Poichè questo risultato sembra riflettere una resilienza da parte delle imprese a fronte della drammaticità degli eventi del primo semestre dell’anno, è probabile che questa stessa resilienza limiti gli effetti negativi anche in questi mesi in cui è in corso una seconda ondata, prima delle annunciate vaccinazioni di massa.
I paesi del continente americano presentano un modello simile a quello europeo, con una relazione diretta tra paesi maggiormente colpiti dalla crisi sanitaria (Messico e Brasile) e diminuzione degli investimenti.


Investimenti per tipologia di bene


Informazioni altrettanto interessanti possono essere ricavate dall’analisi della dinamica mondiale delle importazioni nel 2019 e 2020, distinte per tipologia di bene.


Commercio mondiale di beni di investimento

Posizionandosi con il mouse sul cerchio che identifica il paese è possibile visualizzare una tabella che riassume i dati relativi al paese selezionato.


L’analisi del posizionamento dei diversi prodotti mette in evidenza la forte tenuta degli investimenti legati all’Elettronica. Gli investimenti in computer e apparecchi di telecomunicazione mantengono, nei primi nove mesi del 2020, gli stessi livelli registrati nel corrispondente periodo del 2019. Le macchine e gli impianti per la produzione di semiconduttori registrano un forte incremento, recuperando interamente la flessione del 2019.
Se si prende in considerazione la distanza dalla bisettrice in cui sono posizionati i diversi prodotti, emerge che questa distanza è negativa e mediamente maggiore per i beni che abbiamo indicato come impianti rispetto a quelli che abbiamo raggruppato sono il termine macchinari. Poichè i primi sono generalmente legati ad incrementi di capacità produttiva mentre i secondi riflettono anche obiettivi competitivi, ciò che emerge dalla mappa per prodotto è una relativa tenuta degli investimenti delle imprese principalmente sostenuti da obiettivi di competitività che non da progetti di aumento della capacità produttiva.
In un mondo reso ancora più globalizzato dalla caduta dei costi di comunicazione e relazione, la domanda sui diversi mercati risulta infatti sempre più contendibile. La sfida che si pone alle imprese è quindi quella di eleggere a mercato target un numero di paesi coerente con le proprie dimensioni e, su questi, risultare competitive.


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