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Il mercato mondiale dei mobili di qualità

Le imprese italiane si presentano al Salone Internazionale del Mobile forti di una consolidata leadership a livello mondiale.


di Luigi Bidoia, economista industriale
27 Marzo 2019 - Fiere
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Il 9 aprile si aprirà a Milano il Salone Internazionale del Mobile. Verranno esposti letti, sale da pranzo, mobiliti imbottiti, tappeti, tende e apparecchi di illuminazione: un aggregato di beni di arredamento il cui commercio mondiale ha raggiunto, nel 2018, i 175 miliardi di dollari.
I prodotti esposti sono beni che si caratterizzano per una forte differenziazione qualitativa. Nel segmento di qualità, i produttori italiani e tedeschi sono leader indiscussi, entrambi con esportazioni prossime ai 7 miliardi di dollari. Distanziati dai due leader, si posizionano (sotto i 2 miliardi di dollari) tutte le altre grandi nazioni UE e gli Stati Uniti.
Nel mercato di prezzo la Cina, con oltre 60 miliardi di dollari, sta dominando dal oltre un ventennio. Non, però, in modo incontrastato. Negli ultimi anni ha, infatti, subito la concorrenza del Vietnam in Asia, di Polonia e Turchia in Europa e del Messico in America.
Anche in Cina stanno crescendo imprese in grado di competere sui segmenti di maggiore qualità. Le attuali dimensioni del mercato cinese sono tali però da assorbile tutta la loro produzione, limitando la loro propensione verso i mercati esteri.


Il 9 Aprile si aprirà a Milano il Salone Interazionale del Mobile. Sarà l’occasione per verificare la vitalità del design italiano, europeo e, più in generale, mondiale.
Il ruolo di rappresentare il design orientale sarà svolto dal gruppo di espositori tailandesi (12) e giapponesi (6). Significativa la rappresentanza delle imprese nord americane (10 dagli Stati Uniti e 4 dal Canada) e dell’America latina, guidate dalle 11 imprese brasiliane. Oltre alle imprese italiane (oltre 1000 espositori), molto numeroso sarà il gruppo delle europee, guidate dalle 60 imprese tedesche e 54 imprese francesi.
In questa folta presenza di 2000 espositori, spicca l’assenza delle imprese cinesi. Il motivo va ricercato nella focalizzazione delle imprese cinesi produttrici di arredamento di fascia alta sul mercato domestico, diventato negli ultimi anni il più grande e dinamico mercato di arredamento al mondo.

Industria del mobile: competitor per fasce di prezzo


I mobili e i beni di arredamento in generale sono beni che si caratterizzano per una forte differenziazione qualitativa. A livello mondiale, esistono sostanzialmente tre mercati:

  1. i prodotti di qualità, per un valore di commercio mondiale di quasi 35 miliardi di dollari;
  2. i prodotti di prezzo, per un valore prossimo a 120 miliardi;
  3. il segmento intermedio di poco superiore a 30 miliardi.

Il mercato dei prodotti di prezzo è un mercato storicamente presidiato dalla Cina, con oltre 60 miliardi di dollari di esportazioni. Dopo una dominazione senza rivali per tutto il primo decennio di questo secolo, negli ultimi anni i produttori cinesi hanno visto crescere la concorrenza del Vietnam in Asia, di Polonia e Turchia in Europa e del Messico in America. Anche in questo caso, la motivazione principale sembra legata alla crescita del mercato domestico che ha portato molte imprese cinesi a privilegiare il mercato interno rispetto ai meno remunerativi mercati esteri.

Nella prima metà di questo decennio, infatti, il livello di investimenti residenziali in Cina è raddoppiato, superando i 2500 milioni di m2 di pavimento costruito. Se si considera che la superficie utile abitabile dei permessi richiesti per nuove abitazioni in Italia nel 2017 non ha raggiunto i 5 milioni di m2, risulta evidente la dimensione unica del mercato cinese.
Negli anni successivi, la realizzazione del 13° piano quinquennale (2016-2020) ha elevato la qualità delle nuove abitazioni e avviato la ristrutturazione di 20 milioni di abitazioni delle aree urbane degradate, creando un mercato immenso di beni di arredamento, con un quota crescente di beni di qualità.


Crescita esponenziale degli acquisti cinesi di mobili di qualità da Italia e Germania


L’effetto più evidente di questa crescita della domanda cinese di arredamento di qualità è dato dalle esportazioni di Italia e Germania di arredamento di fascia alta e medio alta verso il mercato cinese. Come risulta evidente dal grafico qui riportato, queste hanno registrato una crescita esponenziale nell’ultimo decennio.



Le imprese italiane sono state pronte a cogliere la maggior domanda di arredamento di qualità richiesto dai consumatori cinesi, passando nell’arco di un quinquennio da 100 a 400 milioni di euro di esportazioni. I produttori tedeschi hanno mostrato una minor capacità di reazione, limitando la loro crescita a soli 100 milioni di euro.
E’ probabile che anche nei prossimi anni le importazioni cinesi di arredamento di qualità registrino tassi di crescita elevati: infatti, se confrontate con i livelli di importazioni di altri mercati, la Cina risulta, nel 2018, solo in 8° posizione.

L’animazione che segue consente di seguire l’evoluzione dei principali mercati di importazione di arredamento di fascia alta e medio alta in questo secolo.



Crisi del mercato americano e tedesco, nuovi mercati europei e crescita cinese


Come si nota dal grafico, all’inizio del secolo il mercato americano e quello tedesco hanno dominato la domanda mondiale di mobili di qualità. La crescente offerta di mobili a basso prezzo provenienti dalla Cina e le modificazioni negli stili di vita hanno determinato, nel primo decennio, una forte diminuzione delle importazioni di mobili di qualità (soprattutto divani e poltrone) di questi due mercati.
Contemporaneamente, la maggior stabilità dei propri mercati hanno portato Svizzera e Francia a diventare, all’inizio di questo decennio, i due principali mercati di importazione. Gli ultimi anni hanno registrato, come visto, la forte crescita del mercato cinese, il recupero del mercato americano e il mantenimento della prima posizione della Svizzera.


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