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Automotive: continua il rallentamento del settore

In crescita solamente piccola cilindrata, elettriche e ibride


di Giulio Grisanti, economista
12 Giugno 2019 - Automotive
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Il mercato delle automobili ha assistito ad un significativo rallentamento nei primi mesi del 2019, dovuto ad una trasformazione sia legislativa che di preferenze dei consumatori a cui i produttori hanno dovuto far fronte. In Europa, USA e Cina si è registrato un calo delle immatricolazioni, mentre il Giappone si è confermato sui livelli dello scorso anno. Anche il commercio internazionale ha subito una contrazione, colpendo specialmente i paesi che non avevano anticipato la rivoluzione elettrica, prima fra tutti la Germania. I produttori tedeschi stanno operando una duplice trasformazione: lo smantellamento del diesel da un lato e la conversione per la produzione di auto elettriche dall'altro. L'attuale fase di transizione non sembra essersi esaurita, a causa dei tempi necessari per queste due trasformazioni.


Il settore delle automobili sta subendo un’importante trasformazione strutturale – di cui abbiamo parlato nel nostro precedente articolo – che sta avendo effetto sia sulle immatricolazioni che sul commercio mondiale di auto. A seguito dello scandalo delle emissioni noto come Dieselgate, negli ultimi anni i legislatori hanno operato diversi interventi in materia di emissioni, a cui i produttori di auto hanno dovuto far fronte. I consumatori, di contro, hanno incrementato la domanda di veicoli a motore elettrico e ibrido, grazie ad una maggiore sensibilizzazione sulle tematiche ambientali e agli incentivi economici.


Inizio 2019: immatricolazioni in calo


L’analisi dei dati sulle immatricolazioni degli ultimi mesi permette di analizzare come questa trasformazione strutturale stia avendo impatto sulle vendite di automobili.


Numero immatricolazioni automobili Gennaio-Maggio 2018 Gennaio-Maggio 2019 Variazione %
Europa* 5.480.953 5.336.703 -2.6
USA 7.215.174 7.099.424 -1.6
Cina* 8.011.400 6.837.600 -14.7
Giappone 1.916.659 1.918.727 +0.1
* Dati disponibili fino ad aprile

Secondo quanto riportato da ACEA (European Automobile Manufacturers Association), il numero totale di auto vendute in Europa nel periodo compreso tra gennaio e aprile nel 2019 ha subito una contrazione del 2.6% rispetto ai valori dello stesso periodo nel 2018.
Spaziando al di fuori dell’Europa, è possibile notare come la contrazione delle vendite di auto sia in realtà un fenomeno generalizzato. Anche il mercato statunitense ha infatti accusato una riduzione delle immatricolazioni, con una variazione di auto vendute pari al -2% rispetto allo scorso anno (fonte: FRED), mentre la Cina ha registrato la performance peggiore: le vendite di auto hanno subito una contrazione superiore al 14% (fonte: CAAM). Il risultato della Cina è anche una conseguenza della guerra commerciale sino-americana che, oltre ad aver generato un clima di incertezza, a luglio 2018 ha portato ad un incremento dei dazi sulle importazioni di auto americane in Cina.
Per quanto riguarda il Giappone, i cui produttori sono stati tra i primi a portare l’innovazione delle auto ibride ed elettriche, le immatricolazioni sono state pressoché stabili nei primi 5 mesi del 2019 rispetto al 2018 (fonte: JAMA). Ciò segnala il differente posizionamento dei produttori giapponesi rispetto a quello europei, che non hanno puntato sui motori diesel, evitando così il coinvolgimento nello scandalo delle emissioni.


Commercio internazionale: cresce l’elettrico, continua il declino del diesel


Il cambiamento strutturale in atto nell’industria dell’Automotive emerge anche dai dati di commercio internazionale, i quali offrono una chiave di lettura dell’attuale frenata dell’industria automobilistica, in particolare quella tedesca. I dati mostrano come, nel corso degli ultimi anni, si siano sviluppate due tendenze distinte nella domanda mondiale di automobili: hanno assistito ad un incremento di quota tanto le auto elettriche che le auto a benzina di piccola cilindrata.
Il grafico sottostante mostra i principali paesi esportatori di automobili nel 2018. In ascissa è indicata la quota di auto elettriche sul totale, in ordinata è riportata la quota di auto di piccola cilindrata (<1500 cm3) alimentate a benzina. La grandezza della bolla rappresenta il valore totale delle esportazioni nell’anno di riferimento.


Maggiori paesi esportatori di automobili (2018)

Fonte: Elaborazioni StudiaBo su dati exportplanning.com.


Come si nota dal grafico, la Germania presenta ancora una bassa incidenza delle auto elettriche sul totale delle sue esportazioni, rispetto ad esempio a paesi come Francia, Giappone e USA. La lenta risposta dei produttori tedeschi è da attribuirsi principalmente al duplice sforzo di ridimensionamento delle esistenti linee produttive per lo smantellamento del diesel e di conversione della produzione per soddisfare le preferenze dei consumatori per le auto elettriche e ibride. Il diesel rappresenta infatti tuttora una quota rilevante delle esportazioni tedesche di auto, seppure in decrescita (dal 41% pre-Dieselgate al 32% del 2018).

La lentezza dei produttori tedeschi nella soddisfazione della domanda si è concretizzata in una brusca frenata delle vendite all’estero: le esportazioni di auto ad alimentazione “tradizionale”, nel I trimestre del 2019, sono state pari a 31 miliardi di euro (-11%), di cui 21 miliardi a benzina (-3%) e 10 miliardi a diesel (-25%). Di contro, le auto elettriche e ibride tedesche hanno goduto di una forte crescita nello stesso periodo (+78%), raggiungendo i 2.5 miliardi di euro. Anche le esportazioni di auto benzina e diesel statunitensi hanno subito un calo, seppur meno consistente di quello tedesco (rispettivamente -4% e -5%); al contempo, la crescita dell’elettrico è stata considerevole (+60%), superando gli 1.8 miliardi di euro.
Nel primo trimestre il Giappone presenta invece una crescita per le auto a benzina (+10%) e un declino del diesel (-8%); anche in questo caso crescono le auto elettriche e ibride (+19%). Queste ultime sono le più apprezzate al mondo, con un valore delle esportazioni superiore ai 3.5 miliardi di euro.


Conclusioni


L’analisi mette in evidenza come la fase di transizione del settore delle automobili stia principalmente coinvolgendo i produttori di auto che non avevano investito sulla rivoluzione elettrica, a causa degli investimenti che si sono resi necessari per fronteggiare i molteplici cambiamenti in atto. La Germania infatti, a differenza del Giappone, sta fronteggiando la necessità di trasformazione dei propri impianti, rallentando non solo il settore Automotive, ma l’intera economia tedesca - e, conseguentemente, europea.
Anche fattori quali la guerra commerciale tra USA e Cina ed un generale clima di incertezza non favoriscono investimenti in beni durevoli quali le automobili da parte dei consumatori, esacerbando l’attuale crisi del settore.


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