di Veronica Campostrini, economista - 14 May 2025

Il Brasile e la meccanizzazione agricola: un mercato in crescita e un’opportunità per l’Italia

Un gigante agricolo globale

L’immensità del territorio brasiliano e le sue favorevoli condizioni climatiche hanno reso il Brasile una delle potenze agricole mondiali. Con coltivazioni estensive che si estendono su milioni di ettari, il Paese si posiziona al primo posto al mondo per la produzione di canna da zucchero, soia e panelli di semi oleosi, e al terzo per quella di mais.


 

Un ruolo da protagonista che, secondo il ministro dell’Agricoltura brasiliano, è destinato a rafforzarsi ulteriormente. Il 2 aprile, l’ANSA ha riportato le sue dichiarazioni: nel 2025 il Brasile registrerà la più grande produzione agricola della sua storia, consolidando la sua posizione tra i principali fornitori globali del mercato agroalimentare.

Meccanizzazione agricola: un mercato aperto alle importazioni

In parallelo alla crescita produttiva, la meccanizzazione agricola – ovvero l’insieme di tecnologie e macchinari per ottimizzare tutte le fasi dell’attività agricola, dalla preparazione del terreno alla raccolta – si conferma un settore strategico.
Nonostante una produzione locale in espansione, infatti, il Brasile rimane fortemente dipendente dalle importazioni di macchinari agricoli, che rappresentano una quota rilevante ed in crescita sul totale delle importazioni del Paese.


In questo scenario, l’Italia gioca un ruolo di primo piano. Con una quota di export mondiale del 7.5%, il Belpaese è il quarto esportatore globale di macchine agricole, dopo Germania, Stati Uniti e Cina.
Nello specifico mercato brasiliano, il nostro Paese si posiziona al sesto posto tra i fornitori, con una quota pari al 3.4% delle importazioni totali, soprattutto nella fascia di prezzo alta e medio-alta.

I principali competitor

Il mercato brasiliano delle macchine agricole è altamente competitivo, dominato da attori globali di grande peso:

  1.  Stati Uniti (quota sull’import → 42.6%): beneficiando della vicinanza geografica e della similarità nelle colture (prevalentemente estensive), gli USA mantengono una posizione di leadership.
  2.  Cina (quota sull’import → 11.8%): grazie al basso costo del lavoro e alla capacità di adattare rapidamente tecnologie già consolidate, Pechino si è ritagliata un posto di rilievo.
  3. Germania (quota sull’import → 9.2%): il prestigio della meccanica tedesca, sinonimo di qualità e affidabilità, continua a garantire una quota stabile.
  4. India (quota sull’import → 7.8%): offre soluzioni robuste, economiche e facili da manutenere, ideali per contesti agricoli meno strutturati.
  5. Canada (quota sull’import → 3.7%): si distingue per macchinari ad alta efficienza e tecnologia avanzata, particolarmente adatti all’agricoltura estensiva.

 

Italia e Brasile: una relazione in crescita

Tra i Paesi del Mercosur, il Brasile è oggi il principale mercato di destinazione per le macchine agricole italiane. Come mostra il grafico, nonostante alcuni rallentamenti legati a fattori interni, le esportazioni italiane verso il Brasile hanno registrato una crescita costante negli ultimi anni, superando nel 2022 anche i valori delle esportazioni dirette in Argentina.

 

I segmenti più promettenti per l’Italia

Secondo gli ultimi dati ExportPlanning, il Brasile importa principalmente trattori, macchine per raccolta e trebbiatura ed apparecchi per l’irrigazione.

Come si nota dalla tabella riportata, la quota italiana sul totale delle importazioni brasiliane varia notevolmente a seconda della categoria merceologica. In alcuni segmenti, come gli sradicatori e abbeveratoi o le macchine per la raccolta e la trebbiatura, l’incidenza dell’Italia rimane ancora marginale, attestandosi intorno all’1%.

Tuttavia, emergono vere e proprie nicchie di eccellenza per il made in Italy: è il caso delle macchine e apparecchi per l’avicoltura, che registrano una quota italiana pari al 60.7% delle importazioni totali brasiliane, seguite dalle motofalciatrici e falciatrici non trainate (10.7%) e dalle macchine per la preparazione di mangimi per animali (5.6%).
Questi risultati indicano aree di specializzazione su cui l’Italia potrebbe investire per consolidare e ampliare la propria presenza sul mercato brasiliano, sfruttando la propria competenza tecnologica e qualità costruttiva.

Nonostante queste opportunità, occorre considerare che il Brasile mantiene una politica commerciale di stampo protezionistico, caratterizzata da dazi elevati e normative restrittive che limitano l’accesso diretto al mercato. In questo contesto, risulta strategica l’attesa ratifica dell’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e i Paesi del Mercosur, che potrebbe favorire una maggiore apertura commerciale e creare nuove occasioni di crescita per le imprese italiane del settore.

Conclusione

In definitiva, il Brasile si conferma un mercato di grande interesse strategico per il settore delle macchine agricole. La dimensione del comparto agricolo brasiliano, la crescita continua della produzione e la necessità di una meccanizzazione sempre più avanzata creano un contesto favorevole per l’export di tecnologie e macchinari. Dall’altra parte, l’Italia può contare su un settore della meccanica agricola solido, innovativo e competitivo a livello globale. La combinazione tra un mercato in espansione come quello brasiliano e un’offerta italiana di qualità rappresenta dunque una reale opportunità commerciale, da cogliere con strategie mirate e investimenti strutturati.

Non a caso, il Brasile è stato inserito tra i mercati prioritari nel nuovo Piano d’Azione per l’Internazionalizzazione del Sistema Paese, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Questo documento individua i mercati a maggior potenziale per l’export italiano e prevede iniziative di sostegno, promozione e accompagnamento per le imprese del Belpaese interessate ad espandersi all’estero.

Il Brasile, in questo quadro, è considerato un mercato emergente da osservare e sul quale investire, con l’obiettivo di rafforzare la presenza italiana non solo attraverso l’esportazione, ma anche mediante collaborazioni industriali ed insediamenti produttivi locali.
Le sfide non mancano, ma le prospettive sono promettenti: l’Italia ha tutte le carte in regola per giocare un ruolo da protagonista nella meccanizzazione agricola del Brasile.