a cura di EuroGulf Business Bridge - 04 December 2025

Il settore agroalimentare negli Emirati Arabi Uniti e le opportunità per il Made in Italy

Emirati Arabi Uniti

Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano oggi uno dei mercati più dinamici e strategici per il settore agroalimentare, grazie a una forte dipendenza dalle importazioni e a una domanda crescente di prodotti di alta qualità. L’Italia, con la propria tradizione gastronomica e con l’eccellenza del Made in Italy, continua a essere un punto di riferimento per il consumatore emiratino e per gli operatori del retail e dell’Horeca.

 

Un mercato in crescita: dati e prospettive

Il valore del settore agroalimentare degli Emirati Arabi Uniti sta registrando negli ultimi anni una crescita costante. Secondo le più recenti analisi di mercato (fonte ITA/ICE Dubai), l’industria alimentare negli UAE ha raggiunto nel 2024 un valore stimato superiore ai USD 23 miliardi, sostenuta dall’aumento della popolazione, dal turismo, dalla diversificazione dei consumi e dall’attenzione del governo alla sicurezza alimentare.

L’export italiano verso gli Emirati mantiene un trend positivo:

  • nei primi dieci mesi del 2024 l’Italia ha esportato prodotti agroalimentari per circa 344 milioni di euro, con una crescita del +6% sull’anno precedente;
  • i segmenti più dinamici sono: lattiero-caseari, prodotti da forno, conserve, aceti, bevande e speciality food.

L’interesse verso il Made in Italy rimane elevato grazie alla percezione di qualità, sicurezza, autenticità e innovazione che caratterizza l’offerta italiana.

Dipendenza dalle importazioni e sviluppo della produzione locale

Il territorio emiratino, caratterizzato da clima arido e limitate superfici coltivabili, obbliga il Paese a importare una quota molto significativa dei prodotti alimentari consumati dalla popolazione. Negli ultimi anni, anche in seguito alle fragilità emerse durante la pandemia, il governo ha avviato programmi per sviluppare la Food Security Strategy, incentivando investimenti locali in impianti di trasformazione e in tecnologie produttive (coltivazioni idroponiche, serre, nuove aziende di trasformazione alimentare, ecc.).
Questo scenario apre un duplice fronte di opportunità per l’Italia:

  1. Esportazione di prodotti alimentari, soprattutto nelle fasce medio-alte.
  2. Esportazione di macchinari e impianti di trasformazione Made in Italy, per sostenere la crescente produzione locale.

Normative e requisiti per l’importazione

L’accesso al mercato richiede il rispetto di specifiche regole tecniche e procedurali. In sintesi:

  • tutti i prodotti devono essere registrati presso la Dubai Municipality attraverso il sistema FIRS – Food Import & Re-export System;
  • l’etichettatura deve essere conforme agli standard del GSO – Gulf Standardization Organization e contenere informazioni obbligatorie in lingua araba in particolare se il prodotto è destinato al settore retail;
  • per i prodotti contenenti ingredienti di origine animale è richiesta la certificazione Halal rilasciata da enti riconosciuti dal Ministry of Industry and Advanced Technology;
  • sono previsti controlli sanitari, registrazione dei lotti, conformità della shelf life e rispetto delle norme igienico-sanitarie vigenti.

La complessità normativa rende fondamentale affidarsi a un partner locale con esperienza specifica nel settore.

Distribuzione e catena del valore: un sistema altamente organizzato

Il sistema distributivo emiratino si è evoluto rapidamente. Oggi sono attivi circa 30 – 40 distributori strutturati dotati di:

  • magazzini e infrastrutture logistiche,
  • catena del freddo,
  • forza vendita dedicata,
  • divisioni specializzate per Horeca, retail, speciality food ed e-commerce,
  • riesportazione presso altri mercati del Golfo (Arabia Saudita, Oman, Qatar).

Dopo la pandemia, anche la GDO ha intensificato l’importazione diretta, come ad esempio nel caso della catena LuLu, dotandosi di proprie strutture logistiche per la gestione dei prodotti importati. Questo ha reso più fluido l’ingresso di nuovi fornitori stranieri, ma ha alzato gli standard qualitativi richiesti.

Procedure doganali, dazi di importazione e IVA negli Emirati Arabi Uniti

L’accesso al mercato emiratino richiede il rispetto di specifiche procedure doganali, gestite dalla Federal Customs Authority e dalle autorità doganali dei singoli emirati (tra cui Dubai Customs, una delle più avanzate a livello internazionale).
Per importare prodotti agroalimentari negli UAE sono necessari i seguenti passaggi:

  1. Registrazione dell’importatore presso la UAE Federal Tax Authority e Dubai Customs: l’azienda locale che importa deve essere registrata come “Importer of Record”.
  2. Registrazione dei prodotti alimentari su FIRS (Food Import & Re-export System): ogni prodotto e ogni variante (formato, gusto, packaging) deve essere registrato e approvato prima dell’arrivo in dogana.
  3. Presentazione della documentazione obbligatoria: fattura commerciale, packing list, certificato di origine, certificato sanitario del Paese di provenienza, certificazione Halal per prodotti contenenti ingredienti di origine animale, polizza di carico o airway bill.
  4. Ispezione e campionamento: le autorità possono effettuare controlli fisici, analisi di laboratorio e verifiche documentali.
  5. Sdoganamento e rilascio del prodotto una volta verificata la conformità alle norme GSO e UAE Standards.

Dazi doganali applicati

Il dazio standard negli Emirati Arabi Uniti per i prodotti agroalimentari importati è pari al 5% del valore CIF (Cost + Insurance + Freight)
Esistono eccezioni, tra cui:

  • 0% per alcuni prodotti freschi o materie prime di prima necessità;
  • dazi superiori al 5% per categorie protette (es. bevande energetiche, tabacco, alcol – che seguono regole fiscali differenti).

L’Italia beneficia delle stesse condizioni doganali valide per tutti i Paesi dell’Unione Europea.

IVA per il consumatore finale

Dal 2018 gli Emirati Arabi Uniti applicano un sistema IVA armonizzato a livello GCC. L’imposta sul consumo è pari al 5% (VAT).
L’IVA si applica su:

  • vendite al dettaglio;
  • Horeca;
  • e-commerce;
  • importazioni (con meccanismo di reverse charge per gli importatori registrati FTA).

Alcuni prodotti alimentari rientrano nella categoria “standard rated” al 5%, mentre non sono previsti – ad oggi – regimi zero-rated significativi per il settore food & beverage.

Gulfood Dubai: la piattaforma globale per il Made in Italy

Un ruolo centrale lo ricopre Gulfood Dubai, la più importante fiera agroalimentare del Medio Oriente e una delle principali piattaforme globali per la promozione dei prodotti Made in Italy. L’evento rappresenta un hub internazionale per buyer, distributori, catene retail e operatori Horeca provenienti non solo dal Golfo, ma da tutto il mondo.
La partecipazione delle aziende italiane cresce di anno in anno, confermando la rilevanza del mercato e la necessità di un presidio locale qualificato.  Per l’edizione 2026, per la prima volta, l’evento sarà svolto in due "venues", il tradizionale World Trade Center nella zona centrale della città ed il nuovo sito di Dubai Expo. I due siti saranno collegati dalla metro Red Line e coperti in circa 30/40 minuti per gli operatori e visitatori che non vogliono perdersi l’intera presentazione di prodotti da parte di aziende provenienti da circa 180 paesi con un numero totale annunciato di circa 8.500 espositori.

Conclusioni

Il settore agroalimentare negli Emirati Arabi Uniti rappresenta un’opportunità significativa per il Made in Italy, sia in termini di esportazione di prodotti finiti sia di tecnologie per la trasformazione alimentare. La crescita del mercato, la continua domanda di qualità e la trasformazione del sistema distributivo rendono questo Paese un hub ideale per le imprese italiane.


Se desideri maggiori informazioni, contattaci.