di Veronica Campostrini, economista - 21 March 2025

L'ecosistema globale dei chip: produzione e innovazione a confronto

I semiconduttori sono materiali derivati dal silicio, un elemento chiave per l’industria tecnologica globale. La loro lavorazione si suddivide in due principali filiere produttive:

  • Chip o circuiti integrati (microprocessori, memorie, circuiti integrati, ecc.)
  • Fotovoltaico (celle solari, moduli solari)

Attualmente, la Cina domina la filiera del fotovoltaico, controllando la produzione di silicio, wafer e celle solari. Questo le conferisce un ruolo centrale nella transizione energetica globale. Tuttavia, nel settore dei chip o circuiti integrati, la leadership è più segmentata e coinvolge diversi attori chiave tra Asia, Stati Uniti ed Europa nelle diverse fasi a monte e a valle della filiera. In questo articolo si approfondiranno in particolare gli scambi mondiali di questi ultimi, analizzando i principali aspetti che ne determinano la competitività a livello globale.

Domanda mondiale di chip (processori, memorie e microcontrollori)

La filiera dei chip è estremamente frammentata e interconnessa a livello globale. Ognuna delle fasi in cui si articola la realizzazione di un prodotto finito (progettazione, fabbricazione, assemblaggio, collaudo e confezionamento - ATP) può essere svolta in paesi differenti. L'esternalizzazione degli stadi di lavorazione più labour intensive è stata incentivata dalla possibilità di sfruttare manodopera a basso costo nei paesi in via di sviluppo, riducendo così i costi complessivi di produzione.
Un singolo prodotto, quindi, può attraversare numerosi passaggi e trasferimenti tra vari paesi prima di essere completato. Il modello di supply chain, che caratterizza i chip e i semiconduttori in generale, rende il settore fortemente dipendente da un delicato equilibrio geopolitico e commerciale.

Negli ultimi cinque anni (2019-2024), il commercio mondiale del settore ha registrato un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del +8.2%. Se questa tendenza continuerà, il mercato globale dei Chip potrebbe superare i 1100 miliardi di dollari quest’anno, spinto dall’adozione di tecnologie emergenti come computer quantistici, veicoli elettrici e Internet of Things (IoT).
 

I maggiori esportatori

Come detto inizialmente l’alta frammentazione della filiera dei Chip è aumentata molto negli ultimi decenni e, nello specifico produzione e assemblaggio si sono progressivamente spostati in Asia, quando aziende leader della tecnologia hanno iniziato ad affidare la produzione a contractor locali per ridurre i costi. L'Asia, quindi, è diventata un polo produttivo globale. Questo può essere facilmente osservato, analizzando quali siano sono stati i principali  esportatori mondiali di Chip nel 2024:

  • Taiwan: maggiore leader globale nella produzione di chip;
  • Corea del Sud: trainata da giganti come Samsung e SK Hynix;
  • Cina: in crescita grazie al sostegno governativo e a player come SMIC;
  • Malesia: snodo fondamentale per il packaging e la distribuzione globale;
  • Singapore: hub strategico per la distribuzione globale dei chip.

L’importanza della tecnologia occidentale

Sebbene l'Asia domini la produzione di semiconduttori, le tecnologie avanzate necessarie per realizzarli sono però ancora in mano all’Occidente. In particolare, le macchine per la fabbricazione di semiconduttori, i sistemi di litografia e le apparecchiature per il packaging avanzato provengono infatti da aziende leader statunitensi, europee e giapponesi.

I principali esportatori di macchine la fabbricazione di semiconduttori nel 2024 sono:

  • Paesi Bassi: grazie alla leadership di ASML, specializzata nella litografia avanzata;
  • Giappone: fornitore chiave di apparecchiature per incisione e deposizione;
  • Stati Uniti: sede di aziende come Applied Materials e Lam Research, leader nella produzione di attrezzature avanzate.


 

Le relazioni USA-Asia

Le relazioni tra Stati Uniti e Asia nel settore dei semiconduttori sono complesse e caratterizzate da una forte interdipendenza. Da un lato, Washington impone restrizioni alla Cina per limitarne l’accesso alle tecnologie avanzate; dall’altro, le aziende asiatiche dipendono ancora dai macchinari occidentali per produrre semiconduttori sempre più sofisticati.

Un elemento cruciale di questa dinamica è il ruolo strategico di Taiwan. Gli Stati Uniti vedono Taiwan non solo come un alleato geopolitico, ma anche come un attore chiave nella produzione globale di semiconduttori, in particolare dei circuiti integrati avanzati. La TSMC (Taiwan Semi-conductor Manufacturing Company) è il più grande produttore di chip al mondo, e la sua centralità nella filiera rende Taiwan un asset di valore inestimabile per Washington, che teme un possibile sconvolgimento del settore a causa delle pretese nazionalistiche di Pechino.
Negli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno adottato misure per incentivare la produzione interna, come il CHIPS Act, che prevede finanziamenti per la costruzione di nuovi impianti produttivi. Tuttavia, la complessità della filiera rende improbabile un totale decoupling tra USA e Asia nel breve periodo.

Conclusioni

Il settore dei semiconduttori è un asset strategico per l’economia globale, con una competizione sempre più serrata tra Oriente e Occidente per il controllo delle tecnologie chiave. Tuttavia, mentre la filiera del fotovoltaico è dominata dalla Cina in tutti i segmenti, la filiera dei Chip è molto più frazionata, con diversi paesi che si occupano di specifiche fasi produttive:

  • Taiwan: leader della produzione di chip, con un ruolo chiave della Corea del Sud;
  • Stati Uniti: dominano la progettazione dei chip, mentre la Cina cerca di rafforzare la propria posizione;
  • Olanda, Giappone ed USA: hanno in mano le tecnologie avanzate per la produzione di Chip e la Cina è ancora dipendente da queste attrezzature.


 

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