di Veronica Campostrini, economista - 18 November 2025

Uno sguardo all’Asia centrale, snodo strategico per infrastrutture e commercio: il caso del Kazakistan

Kazakistan

Il Kazakistan, più grande Paese al mondo senza sbocco sul mare e nono per estensione territoriale, conta poco più di 20 milioni di abitanti, con una delle densità demografiche più basse al mondo (7.4 persone per km²).
Situato nel cuore dell’Asia Centrale, confina con Russia, Cina e altre economie regionali, rappresentando un nodo strategico del Corridoio di Mezzo, la rotta che collega i mercati cinese ed europeo attraverso l’Asia Centrale ed il Caucaso.
 

Un’economia in crescita, ma ancora poco diversificata

Negli anni ’90, il Paese ha avviato un’importante transizione verso un’economia di mercato, sostenuta da ingenti investimenti nei settori petrolifero e del gas. Queste riforme hanno trasformato il Kazakistan in un’economia a reddito medio-alto nel corso del primo decennio di questo secolo, con un tasso di crescita medio annuo del PIL stabilmente superiore al 4%.

Ad oggi, larga parte del contributo alla crescita del PIL è basato sulla crescita dell'industria delle risorse naturali non rinnovabili, in particolare petrolio, gas, uranio, carbone e oro, Questo rende l’economia kazaka estremamente poco diversificata,  imponendo limiti allo sviluppo economico del paese.

Dipendenza dalle materie prime

Il Kazakistan è oggi uno dei principali fornitori di energia a livello globale e rappresenta per l’Europa un partner chiave nella strategia di derisking energetico dalla Russia.
Nonostante ciò, il Paese si trova ad affrontare sfide strutturali, tra cui una produttività stagnante e la dominanza del settore estrattivo.
Come si nota dalla tabella riportata di seguito, l’export kazako risulta fortemente polarizzato: circa il 91.5% delle esportazioni è infatti costituito da materie prime. 

La sfida della diversificazione

Se l’export è dominato da materie prime, le importazioni kazake sono invece orientate verso beni di consumo e beni di investimento, che insieme rappresentano oltre il 60% del totale, contro una media mondiale del 37%.

Relazioni commerciali e ruolo dell’Italia

Data la sua posizione geografica e l’assenza di sbocchi sul mare, il Kazakistan mantiene relazioni economiche attive con tutti i Paesi confinanti e partecipa a numerose alleanze commerciali regionali e globali. Il paese è, ad esempio, membro dell’OMC (Organizzazione mondiale del commercio) dal 2015, dell’Unione Economica Eurasiatica (insieme a Russia, Bielorussia, Armenia e Kirghizistan), nonché della Zona Economica Comune con Bielorussia e Russia.
Nel 2015 ha inoltre firmato con l’Unione Europea l’Accordo di Partenariato e Cooperazione Rafforzato (EPCA), entrato in vigore nella sua versione aggiornata nel marzo 2020.
Nel commercio tra UE e Kazakistan l’Italia gioca un ruolo strategico e fondamentale, rappresentando il terzo principale esportatore verso il Kazakistan, dopo Germania e Francia. Circa il 50% dell’export italiano nel territorio kazako si concentra su prodotti finiti per la persona e per la casa, macchine e impianti per processi industriali e componenti meccaniche ed ottiche.

L’Italia rappresenta ormai una presenza consolidata nel tessuto economico del Kazakistan, posizionandosi al nono posto tra i principali fornitori mondiali del Paese. Già nel 2016, infatti, è stata fondata l’Associazione di Commercio Italo-Kazaka, che promuove l’internazionalizzazione delle imprese dei due paesi e sostiene gli scambi bilaterali.
A rafforzare questa alleanza sono stati, recentemente, il presidente Sergio Mattarella e il presidente Kassym-Jomart Tokayev, che hanno espresso la volontà di potenziare ulteriormente la cooperazione economica tra i due Paesi.

Conclusioni

Il Kazakistan si conferma un attore centrale nello spazio eurasiatico, grazie alla sua posizione strategica nel "Corridoio di Mezzo" che collega la Cina all'Europa.
Dopo decenni di crescita trainata dalle risorse naturali, il Paese punta ora a raddoppiare il PIL entro il 2030 rispetto ai livelli del 2023, orientando la propria strategia verso una maggiore diversificazione economica e una crescita più sostenibile.
La realizzazione di questo obiettivo richiederà riforme strutturali, investimenti in capitale umano e infrastrutture moderne, oltre a un progressivo impegno verso la decarbonizzazione e la transizione energetica. In questo quadro, il rafforzamento delle relazioni con i partner internazionali, tra cui l’Italia e l’Unione Europea, potrà contribuire a consolidare il ruolo del Kazakistan come crocevia economico e logistico tra Oriente e Occidente.

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