a cura di Octagona - 30 September 2024

Uno sguardo sull’ASEAN: i casi Vietnam e Thailandia

In un mondo ancora alle prese con alcuni shock economici e con una diffusa incertezza geopolitica, le imprese italiane devono sapersi orientare sui mercati internazionali e cogliere le opportunità migliori per restare competitive. In questo contesto, tra le aree più promettenti si posiziona l’Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico (ASEAN), fondata nel 1967 col fine di promuovere lo sviluppo economico dei Paesi aderenti (Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Singapore, Thailandia, Vietnam).

Con un PIL complessivo nel 2023 di oltre 3.600 miliardi di dollari e una popolazione che supera i 670 milioni di persone, il peso politico ed economico dell’ASEAN nel contesto internazionale degli ultimi anni è diventato sempre più rilevante, grazie a una maggiore apertura agli investimenti provenienti dall’estero, la quale ha portato a un pronunciato sviluppo economico. 

In particolare, la recente entrata in vigore (dal 1° gennaio 2022), della Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), rappresenta un incentivo per le aziende europee a investire nel sudest asiatico, in quanto, data la vicinanza di Paesi come Cina, Giappone e Corea del Sud, può essere sfruttato come nuova base per le esportazioni nel resto della regione. A tal proposito, l'Unione Europea rappresenta già il secondo partner principale dell'ASEAN: in un tale cruciale contesto, il nostro Paese ambisce a rivestire nell’area un ruolo sempre più rilevante e di leader, particolarmente in due Paesi dal potenziale ancora poco esplorato per le imprese della Penisola, ossia la Thailandia e il Vietnam.

 

Le opportunità di business in Thailandia

Grazie a una posizione geografica considerata strategica per tutto il Sud-Est Asiatico, la Thailandia si pone quale hub ideale per l’insediamento di stabilimenti produttivi che guardano all’intera regione. L'economia presenta fondamentali macroeconomici in buono stato: nei cinque anni precedenti la pandemia (2015-2019), la crescita si è generalmente assestata tra il 3 e il 4%, mentre nel 2022 e nel 2023 si è attestata sul 3% circa.

L’interscambio bilaterale tra Italia e Thailandia ha superato i 4 miliardi di euro nel 2023: in particolare, la Penisola si posiziona al terzo posto tra i fornitori europei del Paese asiatico, con un valore delle esportazioni pari a 1,92 miliardi di euro (+4% rispetto all’anno precedente). I settori ad alto contenuto tecnologico - quali gestione delle acque, energie alternative, ferrovie, attività spaziali, macchine utensili, attrezzature elettromedicali, chimica e biotecnologie, packaging - presentano un potenziale di grande interesse da sviluppare e di fatto rappresentano le prime voci dell’export Made in Italy verso la Thailandia, ma importanti sono anche le opportunità di business in settori quali la produzione tessile, l’abbigliamento e il chimico-farmaceutico.
 

 

La classe media rimane in rapido aumento e, in particolare nella capitale Bangkok, dispone di un reddito pro capite ben più alto rispetto alla media nazionale. Si registra in questo senso un'elevata propensione al consumo (+12,8% nel 2023 rispetto all’anno precedente), soprattutto verso beni provenienti da Paesi come l'Italia, che godono di un'immagine estremamente favorevole.

Il Piano quinquennale di attrazione degli investimenti 2023-28 può inoltre rappresentare una bussola importante per le imprese italiane: l’attenzione del governo è rivolta ai processi di automazione e di smart technology, così come l’applicazione dell’AI in diversi settori, dall’agricoltura alla biotecnologia, dal campo medico alla manifattura avanzata. Particolare enfasi è infine posta sullo sviluppo digitale del Paese attraverso il programma 'Thailandia 4.0' lanciato dal governo: ciò si è tradotto in importanti investimenti nelle infrastrutture digitali, in particolare a supporto degli smartphone e della connettività a banda larga, e le aziende italiane che commercializzano prodotti dall’alto contenuto e valore tecnologico possono trovare ampie opportunità di business in questo campo.

 

Le opportunità di business in Vietnam

Il Vietnam sta vivendo un rapido cambiamento demografico e sociale. La sua popolazione sfiora i 100 milioni di abitanti, un considerevole aumento rispetto ai 60 milioni del 1986, ed è prevista espandersi a 120 milioni entro il 2050. Oggi, il 70% della popolazione ha meno di 35 anni, con un'aspettativa di vita di 76 anni. La classe media, che attualmente rappresenta circa il 20% della popolazione totale dovrebbe raggiungere il 26% entro il 2026, grazie al costante aumento dei salari medi: di conseguenza, per questa fetta di vietnamiti è in aumento l’interesse verso i modelli e i prodotti occidentali, ed è particolarmente sensibile al richiamo esercitato dai prodotti Made in Italy. Tale trend apre dunque opportunità significative per l'affermazione delle nostre imprese sul mercato vietnamita.

Nel 2022 l’interscambio commerciale tra Vietnam e Italia ha segnato un nuovo traguardo, raggiungendo i 6,2 miliardi di dollari (+10,9% rispetto al 2021), fermandosi a 5,6 miliardi nel 2023, ma il Paese è rimasto comunque il principale partner commerciale della Penisola nell’Area ASEAN. Inoltre, lo scorso anno l’Italia è risultata essere il secondo fornitore europeo del Vietnam, dietro la Germania. Le esportazioni Made in Italy hanno raggiunto il valore di 1,2 miliardi di euro nel 2023, in linea con i dati pre-Covid. 

 

 

In questo senso, l’andamento delle vendite italiane beneficia della robusta crescita economica di Hanoi, favorita da un contesto politico stabile e dal crescente ruolo come hub manifatturiero nella regione, grazie ai cospicui flussi di investimento esteri diretti nel Paese, pari in media al 6% del Pil nell’ultimo quinquennio, il dato più elevato tra i mercati dell’ASEAN dopo Singapore. Tra i principali settori di export, si segnalano l’aggregato dei beni di consumo (pari a un terzo del totale e in crescita del 6,1% nel 2023) e, soprattutto, quello dei beni di investimento (40% delle esportazioni totali, in aumento dell’8,7% nel 2023), tra cui spicca la meccanica strumentale (+8,3% nel 2023), dove l’Italia può vantare un posizionamento di rilievo in alcuni segmenti specifici. Le imprese italiane risultano infatti il secondo fornitore di Hanoi dietro la Cina nel comparto delle macchine per il packaging, ampiamente utilizzate nel settore della farmaceutica e degli alimentari e bevande, entrambi attesi in forte espansione grazie alle tendenze sociali e demografiche in atto nel Paese.


 

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